In Senato, tra le resistenze del M5s e la mediazione del governo per evitare un condono tombale, la schiarita è arrivata in mattinata, quando il sottosegretario all’economia, il leghista Federico Freni, si è presentato all’avvio dei lavori con l’attesa riformulazione, annunciando ottimista: “Accontenterà tutti”. La soluzione trovata prevede che la responsabilità in solido nella cessione dei crediti di bonus edilizi e superbonus si configuri solo se il concorso nella violazione avviene “con dolo o colpa grave”. E stabilisce che, per i crediti sorti prima della stretta anti-frode del novembre 2021, i soggetti diversi da banche, intermediari finanziari e assicurazioni, debbano acquisire comunque l’asseverazione ex post. Una formulazione che accontenta tutti, con la corsa dei singoli partiti a mettere la bandierina sull’intesa. Conte si attribuisce il merito di una soluzione che salva 40mila imprese edilizie, lavoratori e famiglie e, dopo giorni a sentirsi accusato di ostruzionismo, attacca: “Ora Letta chieda scusa e con lui tutti gli altri”. Il Pd replica secco: si scusi lui di aver fatto cadere governo. E si unisce al coro dei partiti impegnati a mettere il cappello sulla mediazione: “salviamo gli onesti e blocchiamo le frodi”, dice la Lega; abbiamo lavorato fin dal primo giorno per una soluzione, puntualizzano i Dem. L’Ance, l’associazione dei costruttori, plaude allo “sforzo di tutti”, che ha permesso di vincere una “grande battaglia”. Più caute le banche: è “un passo avanti”, dice l’Abi, ma ora tocca all’Agenzia delle Entrate adeguare la circolare di giugno”.
Fonte:ANSA Economia